L’impollinazione ai tempi delle coperture: quale destino per le api?

25 giu 2024
682

I sistemi di coltivazione protetta sono stati rapidamente adottati a livello mondiale grazie anche ai progressi che hanno apportato nella produzione agricola. Nonostante siano stati studiati approfonditamente le implicazioni dell’utilizzo di questi sistemi sulla pianta (per aumentarne la crescita e la produttività), gli aspetti legati al tema degli insetti impollinatori sono ancora poco conosciuti.

I servizi forniti dagli insetti impollinatori, però, sono essenziali per il mantenimento della stabilità ecologica e della produzione ortofrutticola. Si stima che oltre il 75% dei cereali necessiti di impollinazione, il che rappresenta un terzo dell'approvvigionamento alimentare globale.

Gli studi condotti in precedenza hanno individuato che coperture come reti per uccelli e coperture in politene hanno un impatto negativo sull'attività delle api mellifere.

Questa diminuzione dell'attività è stata attribuita a una serie di fattori critici, come l'aumento delle temperature e dell'umidità, la maggiore esposizione ai pesticidi, la variazione dei livelli di luce e della trasmittanza UV (che disturba il volo di questi insetti), i danni fisici o l'aggrovigliamento nelle reti, la ridotta disponibilità di polline e nettare e la scarsa diversità floreale.

La salute e l'efficacia delle api mellifere (Apis mellifera L.) durante l'impollinazione delle colture di ciliegio dolce sono state esaminate nello studio condotto in Tasmania (Australia) con l'utilizzo di reti anti-uccello e coperture antipioggia in politene. Dodici colonie di api sono state dotate di sistemi di identificazione a radiofrequenza (RFID) e le api sono state marcate nel corso di due stagioni consecutive.

Le colonie sono state equamente distribuite tra i seguenti gruppi: controllo aperto, rete anti-uccello e politene (VOEN semipermanente nel 2019 e Cravo retrattile nel 2020). I parametri comportamentali, tra cui l'età di inizio del foraggiamento, il numero e la durata delle visite e la sopravvivenza complessiva, sono stati monitorati per tutta la durata del periodo di impollinazione commerciale, coinvolgendo più di 1300 api.

I risultati hanno dimostrato la variabilità delle condizioni microclimatiche nei vari siti delle colonie. In particolare, la temperatura era più alta nei sistemi VOEN, mentre la velocità del vento e la radiazione solare erano più elevate in assenza di copertura. In tutti i tipi di copertura, le api hanno iniziato a bottinare entro l'intervallo di età ottimale (media 15,7-24,1 giorni), con minime evidenze di aumento della mortalità o di stress prolungato durante la breve stagione.

Il tempo totale necessario alle api per orientarsi efficacemente è stato notevolmente aumentato dalle coperture in politene (VOEN & Cravo). Le api provenienti dalle arnie collocate sotto copertura hanno effettuato fino al 155% in più di escursioni di bottinatura e hanno avuto una durata cumulativa maggiore. La quantità e il tipo di polline raccolto sono stati sostanzialmente influenzati dal tipo di copertura, con il sistema più restrittivo (VOEN) che ha prodotto la più alta percentuale di polline di ciliegio.

In generale, questo studio è in netto contrasto con quelli precedenti mostrando che le coperture protettive testate non hanno un effetto negativo sul comportamento di bottinatura delle api in ciliegio. Questo è solo un punto di partenza: sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno l'impatto delle coperture protettive sugli impollinatori, dal momento che la diversità delle colture e la superficie dei terreni coperti continuano ad espandersi rapidamente.

La produzione sostenibile di cibo è a rischio, poiché la disponibilità di impollinatori per l'impollinazione delle colture continua a diminuire. È quindi indispensabile ottimizzare le condizioni di coltivazione per facilitare l'impollinazione efficace delle colture e la sopravvivenza degli impollinatori. Aspiriamo a che i futuri sistemi di copertura diano priorità al benessere delle api nella loro progettazione.

Fonte: Warren, R. J., Colin, T., Quarrell, S. R., Barron, A. B., & Allen, G. R. (2024). Quantifying the impact of crop coverings on honey bee orientation and foraging in sweet cherry orchards using RFID. Journal of Applied Entomology, 148, 566–581. https://doi.org/10.1111/jen.13247.
Immagine: SL Fruit Service

Melissa Venturi
Università di Bologna (IT)


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

Cinque lezioni sulla gestione del ceraseto in post raccolta

Eventi

15 gen 2024

Informiamo i nostri lettori che è possibili seguire un corso di cinque lezioni sulla gestione agronomica del ceraseto in post raccolta. Il corso è tenuto dal Dr. Patricio Morales, agronomo e consulente cileno, uno dei massimi esperti di ciliegio a livello mondiale.

Quali sono le maggiori sfide per il Perù? L'intervista a Gerd Burmester

Breeding Mercati Varietà

08 nov 2023

I peruviani devono affrontare diverse sfide, ma secondo Gerd Burmester, direttore di Vecs Perù, le ragioni di questo risultato negativo sono diverse, ma la principale ha a che fare con le varietà selezionate, che non si adattano alle condizioni climatiche del Paese.

In evidenza

Monitoraggio dello stress idrico nei ciliegi "Regina" con immagini termiche

Gestione

02 apr 2025

Le immagini termiche sono un metodo innovativo per monitorare lo stress idrico nei ciliegi "Regina". Ottimizzare l'irrigazione, migliorando la gestione idrica e riducendo gli sprechi d'acqua, senza compromettere la produttività e la qualità dei frutti.

Drosophila suzukii, il ‘Gene Drive’ promette di fare collassare la popolazione

Difesa

02 apr 2025

Il Gene Drive potrebbe rivoluzionare il controllo biologico di Drosophila suzukii, il moscerino dagli occhi rossi che minaccia ciliegi e piccoli frutti. Scopri come questa biotecnologia avanzata potrebbe portare al collasso della popolazione del parassita.

Tag Popolari