La cerasicoltura indiana guarda oltre i confini nazionali. Nonostante una campagna condizionata dalle grandinate, la domanda interna sostenuta e la diffusione di nuove cultivar premium stanno rafforzando le prospettive del settore, soprattutto in Jammu e Kashmir. L’obiettivo è costruire, nei prossimi anni, una filiera capace di competere sui mercati internazionali delle ciliegie di alta qualità.

Una stagione regolare, ma penalizzata dalla grandine
La stagione indiana delle ciliegie si conclude in questi giorni dopo le operazioni di raccolta in Jammu e Kashmir, concentrate tra la fine di maggio e la fine di giugno, secondo il consueto calendario produttivo.
L’avvio della campagna è avvenuto nei tempi previsti e i volumi complessivi si sono mantenuti su buoni livelli. Le grandinate, tuttavia, hanno compromesso una parte significativa della produzione.
Secondo Izhan Javeed di Fruit Master Agro Fresh, azienda attiva nella filiera agroalimentare, le perdite in Jammu e Kashmir hanno raggiunto il 30-40%, mentre nell’Himachal Pradesh i danni sono stati ancora più consistenti.
La minore disponibilità di prodotto con caratteristiche adeguate all’esportazione, insieme alle difficoltà produttive registrate nelle altre aree cerasicole, ha mantenuto particolarmente elevata la domanda di ciliegie provenienti dal Kashmir.
Prezzi raddoppiati sul mercato interno
La competizione tra gli acquirenti per assicurarsi i lotti di qualità ha spinto le quotazioni fino a 400 rupie al chilogrammo (circa 3,63 euro al chilogrammo), circa il doppio rispetto alla stagione precedente.
Il mercato domestico continua quindi ad assorbire quasi interamente la produzione. Attualmente, meno dell’1% delle ciliegie indiane viene destinato all’estero, soprattutto perché le varietà premium sono ancora coltivate su superfici limitate.
Javeed prevede tuttavia che i volumi esportati possano aumentare nei prossimi anni, parallelamente all’entrata in produzione dei nuovi impianti e alla maggiore disponibilità di frutti adatti ai lunghi trasporti.
Frutteti ad alta densità e cultivar premium
Uno dei principali motori della trasformazione è rappresentato dalla realizzazione di frutteti ad alta densità con varietà come Areko, Regina, Kordia e Irena.
Fruit Master Agro Fresh ha introdotto queste cultivar presso i produttori locali nel corso degli ultimi cinque anni. Il materiale genetico proviene da un breeder olandese ed è affiancato da un programma di valutazione che comprende numerose varietà precoci, intermedie e tardive.
Le prove hanno l’obiettivo di individuare le cultivar maggiormente compatibili con le condizioni pedoclimatiche indiane.
La disponibilità di genetiche con epoche di maturazione differenti potrebbe inoltre ampliare il calendario di raccolta, prolungando di conseguenza anche la finestra commerciale e il periodo utile per le esportazioni.
Calibri, consistenza e shelf life per i mercati lontani
Rispetto alle cultivar locali tradizionali, le nuove ciliegie si distinguono per la maggiore pezzatura, la consistenza più elevata e una migliore conservabilità. Si tratta di caratteristiche determinanti per affrontare trasporti di lunga distanza e raggiungere i mercati internazionali in condizioni ottimali.
Le varietà premium producono con regolarità frutti superiori ai 26 millimetri. Alcune ciliegie possono arrivare a 34 millimetri di calibro, superare i 18° Brix e presentare una buccia più spessa.
Secondo Javeed, proprio questa combinazione di dimensioni, dolcezza e resistenza rende il prodotto molto più adatto all’esportazione rispetto alle cultivar tradizionalmente coltivate nel Paese.
Le prime ciliegie Areko raggiungono gli Emirati Arabi Uniti
La campagna ha coinciso anche con un passaggio significativo per il settore: la prima esportazione commerciale di ciliegie Areko dall’India agli Emirati Arabi Uniti.
Una seconda spedizione, composta da circa una tonnellata di ciliegie appartenenti a tre varietà premium, era prevista in partenza per Singapore il 16 luglio. L’iniziativa è stata inaugurata dal presidente di APEDA, Shri Abhishek Dev.
Parallelamente stanno emergendo opportunità anche sul mercato europeo. Il Belgio figura tra le destinazioni che Fruit Master Agro Fresh punta a rifornire nel corso della prossima stagione.
Per Javeed, le nuove cultivar rappresentano il futuro della cerasicoltura indiana e stanno creando concrete possibilità di accesso a nuovi sbocchi commerciali. La genetica, tuttavia, costituisce soltanto una parte del percorso necessario per trasformare l’India in un esportatore competitivo.
La sfida coinvolge l’intera catena del valore
Il progetto di sviluppo comprende la fornitura di materiale vivaistico di qualità, l’assistenza agronomica ai produttori e l’installazione di sistemi per proteggere i frutteti dalla grandine e dalla pioggia.
Il passaggio successivo riguarderà il potenziamento delle strutture post-raccolta, con investimenti in sistemi di hydrocooling, linee di selezione e soluzioni logistiche specificamente dedicate all’esportazione.
Queste infrastrutture saranno decisive per preservare qualità, consistenza e shelf life dei frutti durante tutte le fasi comprese tra la raccolta e l’arrivo sui mercati di destinazione.
Un settore competitivo entro cinque anni
Javeed ritiene che l’India possa sviluppare un’industria cerasicola orientata all’export nell’arco dei prossimi cinque anni.
A sostenere questa evoluzione potrebbero contribuire anche le iniziative governative dedicate alla diffusione dei frutteti ad alta densità e delle varietà premium.
Il Kashmir dispone, secondo l’operatore, del clima e dell’altitudine necessari per produrre ciliegie capaci di confrontarsi con le migliori offerte mondiali.
Crescita e integrazione della filiera
La crescita dei volumi dovrà però procedere insieme al rafforzamento delle infrastrutture e alla professionalizzazione dell’intera filiera.
Una volta raggiunta questa integrazione, l’India potrebbe assumere un ruolo molto più rilevante nel mercato internazionale delle ciliegie premium.
Fonte: www.freshplaza.it
Fonte immagine: Stefano Lugli
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