Partire dalla genetica per difendersi dalla Drosophila suzukii

18 dic 2024
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Le mosche della frutta sono degli insetti appartenenti all’ordine dei Ditteri e più specificatamente al genere Drosophila. Solitamente, questi insetti sono comuni nelle abitazioni e di solito depongono le uova su frutta e verdura in decomposizione.

Tra questi, però, la Drosophila suzukii mostra un comportamento leggermente diverso poiché depone le uova sui frutti in maturazione. Inoltre, colpisce una vasta gamma di frutti a polpa morbida come lamponi, fragole e more, sia che essi siano coltivati o selvatici.

Negli ultimi due decenni, questa specie si è diffusa in gran parte del globo, nonostante le sue origini provengano dal sud-est asiatico. È stata inizialmente documentata nel Regno Unito nel 2012, ed è probabile che il principale fattore responsabile della sua introduzione sia stato il commercio globale.

Considerando che queste specie completano il loro ciclo vitale in pochi giorni, è chiaro come le larve di Drosophila suzukii possano velocemente diffondersi in frutteto, infliggendo gravi danni ai frutti e diminuendo, di conseguenza, la produzione commerciabile.

Dato che la specie è in grado di sopravvivere su svariate piante, c'è un notevole interesse nel determinare se le preferenze nel consumo di frutti selvatici o coltivati sia dovuto a particolari caratteristiche genetiche tra gli individui.

I ricercatori della divisione Scienze Ecologiche del James Hutton Institute (Regno Unito) hanno cercato di rispondere a questa domanda. L’esperimento ha previsto la raccolta di frutti infestati sia da campi coltivati che in aree naturali, per valutare le differenze genetiche tra gli individui di Drosophila suzukii che si nutrono delle varie tipologie di frutta. Le mosche emerse da ciascun frutto sono poi state genotipizzate utilizzando un pannello di 8 marcatori genetici.

Grazie ad un approccio di apprendimento automatico, l'algoritmo è stato addestrato per identificare i genotipi associati a individui che si nutrono di piante selvatiche o coltivate, analizzando così i dati raccolti.

L'algoritmo dovrebbe essere in grado di assegnare ciascun individuo al suo corretto gruppo di origine se ci sono veramente differenze sufficienti nel set di addestramento. Con i dati raccolti in questo studio però, i ricercatori non sono riusciti ad identificare alcuna prova di una distinzione genetica tra queste due tipologie di individui.

La spiegazione è probabilmente attribuibile al numero limitato di loci che sono stati raccolti e al numero (anch'esso limitato) di mosche che sono state sequenziate (solo 24 per ogni categoria). Di conseguenza, è necessario raccogliere una gamma molto più ampia di dati genetici e/o dati da un numero maggiore di individui.

Questo approccio potrebbe facilitare in futuro l'identificazione efficace delle distinzioni genetiche tra gli individui di D. suzukii che si nutrono di frutti selvatici da quelli che si nutrono di varietà coltivate. Conoscere a fondo queste caratteristiche potrebbe aiutare a creare strategie mirate ad eliminare le sottopopolazioni che si sono adattate alle varietà coltivate, preservando al contempo gli individui naturalmente presenti che si nutrono di frutti selvatici.

Fonte: Montano Valeria, Spotted-wing drosophila genetics in relation to protecting cultivars from harm, BioSS
Immagini: Agroscoce; DuPont

Melissa Venturi
Università di Bologna (IT)


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