Pitting: una ricerca per decifrare i danni che compromettono la qualità delle ciliegie

06 mag 2026
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Comprendere in profondità i meccanismi che provocano il “pitting superficiale” nelle ciliegie, un danno che deteriora significativamente la qualità del frutto durante la conservazione a freddo, è l’obiettivo di una ricerca Fondecyt Regular assegnata a Claudia Fuentealba, docente della Facoltà di Scienze Agronomiche e degli Alimenti.

Lo studio mira a identificare i fattori fisiologici e strutturali che determinano la resistenza o la suscettibilità delle diverse varietà di ciliegia, affrontando aspetti chiave come l’equilibrio idrico cellulare, la stabilità delle membrane e l’integrità della parete cellulare.

“Si tratta di un disordine fisiologico che si manifesta come una depressione sulla superficie della buccia. Il difetto si forma come un’incavatura e si approfondisce. Questo incide direttamente sulla qualità della ciliegia, poiché i consumatori cercano frutti lisci, brillanti, sodi e turgidi. Il pitting, quindi, ha un impatto negativo sul prezzo e sulla percezione della qualità”, ha aggiunto la ricercatrice, direttrice del Dottorato in Scienze Agroalimentari della PUCV.

Coltivazione del ciliegio

La coltivazione del ciliegio è attualmente la più rilevante per l’export frutticolo del Paese, generando entrate superiori a 3,5 miliardi di dollari l’anno (circa 3,25 miliardi di euro). Tuttavia, il pitting superficiale rappresenta uno dei principali problemi qualitativi, arrivando a interessare fino al 43% della produzione. Questo danno ha origine principalmente da urti durante la manipolazione e peggiora nelle condizioni di conservazione a freddo, soprattutto considerando che gran parte della frutta viene esportata verso mercati lontani come la Cina.

“Dal punto di vista economico, la ciliegia è uno dei frutti più coltivati in Cile. Circa il 90% della produzione viene esportato e la frutta cilena ha un marchio associato all’alta qualità: non solo in termini nutrizionali, ma anche per il suo aspetto, con frutti grandi e privi di difetti. Per questo, anche se a livello individuale il danno può sembrare minore, su scala di tonnellate l’impatto è significativo”, ha sottolineato Fuentealba.

Le cause

Nonostante l’impatto economico del pitting nella ciliegia, le cause di questo fenomeno non sono ancora completamente comprese, il che ha limitato lo sviluppo di soluzioni efficaci. Precedenti ricerche condotte dal team della professoressa Fuentealba hanno evidenziato l’esistenza di differenze varietali nella resistenza al danno, associate a meccanismi di difesa come una maggiore attività antiossidante e modifiche nella composizione della parete cellulare. Questi elementi suggeriscono che la risposta di ciascuna varietà alle basse temperature rappresenti un fattore determinante.

In questo senso, la docente della PUCV ha affermato che “la sfida è indagare le cause con maggiore profondità. Si sa che cosa lo provoca, e anche che esistono varietà più resistenti e altre più suscettibili a questo disordine”.

Metodologia del progetto

La metodologia del progetto prevede lo studio di tre varietà di ciliegio ampiamente coltivate in Cile, che saranno sottoposte a diverse condizioni di conservazione e a differenti stadi di maturazione. A tal fine sarà adottato un approccio multidisciplinare, che integra misurazioni fisiche, analisi chimiche avanzate e strumenti molecolari. Tra i parametri valutati figurano consistenza, colore, composizione chimica, pressione interna cellulare e cambiamenti nei componenti strutturali del frutto.

Va segnalato che lo studio si allinea direttamente agli obiettivi del Piano di Sviluppo Strategico Istituzionale 2023-2029 della Pontificia Universidad Católica de Valparaíso, in particolare per l’enfasi posta sulla promozione della ricerca di frontiera e sul rafforzamento della generazione di conoscenza, creazione e innovazione con impatto.

Il carattere interdisciplinare dello studio, insieme al suo focus sulla risoluzione di problematiche concrete dell’industria agroexport, contribuisce a posizionare l’ateneo come un punto di riferimento nel settore agroalimentare, mettendo in relazione la scienza avanzata con le reali esigenze produttive.

Cristián Croce
Dipartimento di Comunicazione Strategica, Università di Valparisio, Cile

Fonte immagine: Mundoagro


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