Gestione della potatura del ciliegio dolce in Moldavia: effetti combinati di epoca e modalità di intervento su resa e qualità dei frutti

16 apr 2026
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La potatura è una pratica fondamentale nella gestione di un ceraseto, ed è in grado di influenzare sia la produttività sia le caratteristiche qualitative dei frutti. Un recente studio condotto su diverse combinazioni varietà-portinnesto ha analizzato gli effetti della potatura eseguita in epoche differenti (dormienza e periodo vegetativo) e con diverse modalità operative, offrendo indicazioni tecniche per migliorare la gestione dei sistemi cerasicoli intensivi della Moldavia, evidenziando gestione del ceraseto produttività qualità.

I risultati mettono in evidenza come la potatura di mantenimento della chioma, sia essa effettuata durante il riposo vegetativo o nella stagione vegetativa, conduca generalmente a rese inferiori rispetto a interventi più mirati di rinnovo del legno produttivo, basati sul diradamento progressivo dei rami di 3–5 anni. In particolare, nelle cultivar ‘Valerii Cikalov’ e ‘Record’, innestate su Prunus mahaleb, questo approccio ha determinato incrementi produttivi fino all’8,9%, evidenziando l’importanza del ringiovanimento della struttura fruttifera per sostenere elevati livelli di produzione nel tempo, grazie a rinnovo legno produttivo diradamento rami.

L’eliminazione selettiva del legno più vecchio favorisce infatti una migliore penetrazione della luce all’interno della chioma e stimola la formazione di nuovi organi fruttiferi più attivi dal punto di vista fisiologico, contribuendo a penetrazione luce nella chioma.

Effetti su varietà e portinnesti

Nel caso delle cultivar ‘Skeena’ e ‘Stella’, innestate su portinnesto clonale di medio vigore MaxMa 14, lo studio evidenzia come l’epoca di intervento assuma un ruolo ancora più determinante rispetto alla sola tipologia di taglio. Le potature eseguite durante la stagione vegetativa, in particolare nelle fasi di post-raccolta e inizio autunno, hanno prodotto i risultati migliori sia in termini quantitativi sia qualitativi, dimostrando importanza epoca di intervento.

Le rese medie più elevate sono state infatti registrate nelle piante sottoposte a potatura nella prima decade di settembre, con valori fino a 13,7 t/ha per ‘Skeena’ e 12,85 t/ha per ‘Stella’, e punte produttive che in annate favorevoli hanno superato i 19–20 t/ha. Tali risultati sono riconducibili a una più efficiente induzione a fiore e ad una migliore accumulazione di riserve negli organi perenni, favorita da interventi che non interferiscono con le fasi più critiche del ciclo fenologico, garantendo rese elevate e qualità frutti.

La potatura ha influenzato anche la pezzatura dei frutti: potature in epoca vegetativa hanno aumentato la percentuale di ciliegie con diametro superiore a 28 mm, con incrementi compresi tra il 15,8% e il 34,2% rispetto agli interventi effettuati in dormienza. Parallelamente, è stata osservata una riduzione della quota di frutti di piccole dimensioni (pezzatura frutti qualità calibro.

Implicazioni agronomiche

Questo evidenzia come la gestione della chioma durante la fase vegetativa consenta di ottimizzare i rapporti source–sink, migliorando la distribuzione dei fotoassimilati verso i frutti in accrescimento e favorendo una maggiore uniformità qualitativa, attraverso gestione chioma source sink.

In conclusione, i risultati indicano che una gestione razionale della potatura, basata sul rinnovo periodico del legno fruttifero e sull’esecuzione degli interventi in epoca vegetativa avanzata, rappresenta una strategia vincente per migliorare contemporaneamente resa e qualità del frutto nel ciliegio dolce. L’adozione di tali pratiche può consentire non solo di incrementare il calibro dei frutti, ma anche di rendere gli impianti della Moldavia più resilienti ed in linea con le esigenze della frutticoltura moderna, grazie a strategia potatura resa qualità.

Fonte: Balan, V., Bîlici, I., Șarban, V., & Russu, S. (2025). Yield and quality of cherry fruits (Prunus avium L.) depending on tree formation and pruning. Annals of the University of Craiova, Biology, Horticulture, Food products processing technology, Environmental engineering, 30(66). https://doi.org/10.52846/bihpt.v30i66.211 

Fonte immagine: Stefano Lugli

Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT


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