La gestione sostenibile di Drosophila suzukii, uno dei fitofagi più dannosi per le colture frutticole, rappresenta un’importante sfida, soprattutto alla luce delle restrizioni sull’uso degli insetticidi.
In questo contesto, la tecnica dell’insetto sterile (SIT) si configura come una strategia promettente nell’ambito della difesa integrata, basata sul rilascio massale di individui sterilizzati per ridurre il potenziale riproduttivo delle popolazioni naturali.
Tradizionalmente, l’approccio SIT prevede il rilascio esclusivo di maschi sterili, in quanto solo l’accoppiamento con femmine fertili determina una riduzione diretta della progenie. Tuttavia, la necessità di separare i sessi comporta costi tecnici ed economici rilevanti.

Studio su rilasci sperimentali
Rendendo di grande interesse la valutazione dell’efficacia di rilasci bisessuali. Un recente studio ha confrontato sperimentalmente, in condizioni controllate ma realistiche, l’efficacia di rilasci unisessuali e bisessuali nel ridurre la fertilità di popolazioni di D. suzukii in condizioni controllate.
L’esperimento è stato condotto in gabbie replicate, utilizzando individui selvatici di prima generazione derivati da ciliegie infestate e una linea di laboratorio per la produzione degli insetti sterili, irradiati con una dose di raggi X in grado di garantire livelli di sterilità prossimi al 100%.
Le condizioni ambientali e comportamentali sono state progettate per simulare il più possibile il contesto naturale, includendo vegetazione artificiale, substrati di ovideposizione e cicli luce-buio realistici.
Risultati e implicazioni
I risultati mostrano che la proporzione di femmine fertili in grado di produrre progenie non differisce significativamente tra i trattamenti unisessuali e bisessuali, attestandosi rispettivamente intorno al 46% e 45% nei trattamenti, a fronte di un valore molto più elevato nel controllo (84%).
Anche considerando esclusivamente le femmine accoppiate, l’assenza di differenze tra le due strategie è confermata, indicando che la presenza di femmine sterili non interferisce con la capacità dei maschi sterili di competere con quelli selvatici.
Analogamente, il tasso di accoppiamento delle femmine non risulta significativamente influenzato dal tipo di rilascio, suggerendo che fenomeni potenzialmente negativi comportamentali non si manifestano in modo rilevante nelle condizioni testate.

Applicazioni e limiti
Dal punto di vista applicativo, questi risultati mettono in discussione un presupposto consolidato nella SIT, ovvero la necessità imprescindibile della separazione dei sessi prima del rilascio. In assenza di effetti negativi sull’efficacia, l’eliminazione di questa fase potrebbe semplificare notevolmente i processi produttivi.
Riducendo i costi e aumentando la scalabilità della tecnica, soprattutto in sistemi confinati come serre e tunnel. I ricercatori sottolineano tuttavia che il trasferimento dei risultati in condizioni di pieno campo richiede cautela, poiché fattori ecologici più complessi potrebbero influenzare le dinamiche di accoppiamento.
Un ulteriore aspetto riguarda il potenziale rischio associato alla presenza di femmine sterili, in particolare in termini di danno diretto ai frutti. Le evidenze disponibili suggeriscono che le femmine sterilizzate non ovidepongono e non causano danni significativi.
Conclusioni
Riducendo le preoccupazioni legate all’accettabilità agronomica dei rilasci bisessuali. In conclusione, lo studio fornisce solide evidenze a supporto dell’equivalenza tra rilasci unisessuali e bisessuali nella SIT applicata a Drosophila suzukii e difesa sostenibile.
Indicando che la separazione dei sessi potrebbe non essere necessaria almeno in contesti produttivi confinati. Questo risultato rafforza il potenziale della SIT come strumento sostenibile per la difesa del ciliegio e delle colture frutticole in generale.
Fonte: Labbetoul, A., & Fellous, S. (2026). Bisexual releases are as effective as male‐only releases to control Drosophila suzukii with the sterile insect technique. Pest Management Science, 82: 4536-4543. https://doi.org/10.1002/ps.70569
Fonte immagine apertura: Il Nord Est
Fonte immagine interna: Labbe Toul e Fellous, 2026
Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT
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