Northwest Cherries: causa inverno mite e gelate primaverili previsto un calo produttivo

07 mag 2026
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La stagione cerasicola 2026 del Pacific Northwest entra nel vivo con una prima previsione produttiva compresa tra 19,5 e 21,5 milioni di box da 20 libbre (circa 9,07 kg). A comunicarlo è Northwest Cherries, l’organizzazione di riferimento per il comparto, che delinea un’annata promettente ma ancora in evoluzione, dopo un 2025 particolarmente abbondante.

Dopo il raccolto record, previsto un fisiologico rallentamento

Il limite superiore della stima, pari a 21,5 milioni di box, si colloca circa il 7% sotto la produzione totale del 2025, quando il settore aveva raggiunto quota 23 milioni di box. Un calo atteso, considerando l’eccezionalità della scorsa campagna, ma che non ridimensiona le aspettative su una stagione comunque significativa per volumi e opportunità commerciali.

Secondo quanto riportato nel comunicato, l’andamento della campagna è stato influenzato da un inverno mite e da alcune fasi di gelate primaverili. Questi fattori hanno generato inizialmente incertezza tra i produttori: le temperature superiori alla norma hanno anticipato lo sviluppo della coltura, mentre le gelate nella Yakima Valley, nello Stato di Washington, avevano fatto temere, secondo fonti sul campo, una possibile revisione al ribasso fino a 17 milioni di box.

Una stagione anticipata, ma senza segnali di compressione

Northwest Cherries sottolinea che i produttori hanno affrontato le difficoltà climatiche con attenzione e competenza, ponendo le basi per una campagna dalle prospettive positive.

I dati di settore indicano inoltre che il numero di growing degree days tra le aree precoci e quelle tardive è il più elevato registrato dal 2022. Questo scenario lascia prevedere un raccolto del Pacific Northwest più anticipato del normale, ma con una distribuzione equilibrata nel tempo e, al momento, senza particolari timori di compressione dell’offerta.

L’organizzazione precisa comunque che le stime rimangono provvisorie e potranno essere aggiornate con l’evoluzione della coltura nelle prossime settimane.

West Coast più coordinata per gestire i volumi

Uno degli aspetti più rilevanti della campagna 2026 riguarda il coordinamento tra il Nord-Ovest e la California. Nel 2025, infatti, i produttori del Pacific Northwest avevano dovuto confrontarsi con una forte pressione sui prezzi: le quotazioni elevate delle ciliegie californiane si erano sovrapposte a un raccolto abbondante e precoce nello Stato di Washington, rallentando il ritmo di assorbimento da parte dei retailer.

Quest’anno, Northwest Cherries e l’industria della Golden State stanno lavorando in modo più integrato per preparare il mercato e favorire una migliore allocazione di tutta la frutta proveniente dalla West Coast.

Anche la California ha risentito di una fine inverno calda, che ha portato la campagna a partire in anticipo, circa due settimane prima rispetto allo scorso anno. La raccolta sta accelerando rapidamente e, nonostante alcune aree produttive abbiano registrato fenomeni di compressione, piogge isolate e grandinate, il quadro complessivo viene descritto come positivo.

Secondo Northwest Cherries, la California dovrebbe riuscire a mantenere volumi promozionabili fino al weekend del Memorial Day, proprio in coincidenza con l’avvio della raccolta nel Nord-Ovest e con la progressiva crescita della nuova stagione.

Uno snodo strategico per il mercato delle ciliegie USA

La campagna 2026 si apre quindi con un equilibrio delicato: da un lato una produzione prevista in calo rispetto al record del 2025, dall’altro un calendario anticipato e una maggiore collaborazione tra le principali aree cerasicole della West Coast. La capacità di coordinare raccolta, promozioni e distribuzione sarà decisiva per sostenere il valore del prodotto e garantire una transizione più fluida tra California e Pacific Northwest.

Fonte: www.freshfruitportal.com

Fonte immagine: Stefano Lugli


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