Dalla Valle del Jerte a Ferrero: le ciliegie extremeñe nei Mon Chéri

17 lug 2025
2520

Un incontro nato da una crisi ha dato il via a una delle collaborazioni più durature del settore agroalimentare europeo. Espagry Ibérica, azienda extremeña con sede a Malpartida de Plasencia, è da oltre trent’anni tra i fornitori principali del colosso dolciario Ferrero, responsabile delle ciliegie che finiscono nei celebri Mon Chéri. E dietro questa storia ci sono qualità, innovazione e determinazione.

Ciliegie made in Extremadura

Tutto ha avuto origine negli anni ’90, quando una cattiva annata di ciliegie in Italia costrinse Ferrero a cercare nuovi fornitori fuori dai confini nazionali. Grazie ai contatti di Claudio Mantaut, già collaboratore della multinazionale per altre materie prime, l’attenzione si spostò sulla Spagna. Così nacque il legame con Espagry Ibérica, oggi guidata da Karina Bernasconi, Ricardo Mantaut e il socio Alessandro Alberti.

L’azienda, nata nel 1992 a Valencia con vocazione commerciale, ha compiuto un salto strategico trasferendosi in provincia di Cáceres e avviando la trasformazione industriale nel cuore del territorio ciliegicolo: il Valle del Jerte. La prima campagna, nel 1995, fu realizzata con macchinari prestati da Ferrero e presso la cooperativa di Navaconcejo; già l’anno successivo Espagry disponeva di una propria linea produttiva.

Standard rigorosi e tecnologie

Le ciliegie destinate a Mon Chéri devono rispondere a specifici requisiti qualitativi, a partire da un calibro compreso tra 17,5 e 20 mm. Nonostante siano di dimensioni contenute, è la qualità il vero criterio di selezione. “Non possiamo competere sul prezzo, ma sull’eccellenza del prodotto”, sottolinea Bernasconi.

Ogni anno, solo per i Mon Chéri, vengono trasformate circa 350 tonnellate di ciliegie, con picchi che hanno sfiorato il triplo. Le drupe, dopo una rigorosa selezione, vengono immerse in alcol, denocciolate e inviate in Bulgaria, dove vengono preparate per l’inserimento nel cioccolato nelle fabbriche Ferrero.

Per garantire la massima precisione, l’azienda ha recentemente investito 200.000 euro in un sistema di selezione con intelligenza artificiale, in grado di affinare ulteriormente il processo.

Mercati internazionali e USA

Espagry utilizza anche ciliegie di calibro più grande (oltre 22 mm), destinandole ad altri impieghi come congelati o conserve, grazie al trattamento con anidride solforosa che ne preserva la qualità fino a due anni.

Una quota significativa della produzione (tra il 5% e il 7%) è storicamente destinata agli Stati Uniti, dove viene impiegata in cocktail e pasticceria. Tuttavia, durante l’amministrazione Trump, le tensioni legate ai dazi avevano temporaneamente bloccato queste esportazioni, influenzando parte del fatturato aziendale, che si attesta attualmente intorno ai tre milioni di euro.

Export e innovazione costante

L’attività di Espagry è fortemente orientata all’export: il 90% della produzione viene spedito all’estero. Accanto alle ciliegie, l’azienda lavora in quantità minori altri frutti come castagne, fichi e fragole.

Inoltre, sono state avviate nuove linee di prodotto, come il disidratato per snack o barrette energetiche. “Abbiamo iniziato a inviare campioni e a raccogliere i primi feedback dal mercato”, spiegano dall’azienda.

Infine, la nuova generazione entra in gioco con il lancio del marchio Be Cherry, ideato da Thais e Ainhoa. Si tratta di una linea cosmetica naturale basata sulle proprietà antiossidanti e vitaminiche (A e C) delle ciliegie, pensata per un pubblico attento al benessere e all’origine dei prodotti.

Una filiera che guarda lontano

La storia di Espagry Ibérica è l’esempio concreto di come la qualità e la capacità di innovare possano trasformare un’emergenza in un’opportunità. Dalla selezione manuale nei campi del Jerte fino al cuore liquoroso dei Mon Chéri, ogni ciliegia racconta una filiera fatta di eccellenza, tecnologia e futuro.

Fonte: amp-elperiodico-com


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

Nuovo corso sul post-raccolta della ciliegia: oltre 700 i partecipanti alle video lezioni di Mundoagro

Eventi

31 gen 2025

Il corso è tenuto dal consulente Patricio Morales. Come ha spiegato il professore, nel gennaio 2025 si entra già nel vivo della gestione postraccolta tardiva del ciliegio, che è molto importante in termini di produzione da raccogliere nella nuova stagione.

Il cancro batterico del ciliegio: una minaccia per la cerasicoltura mondiale

Difesa

17 lug 2026

Il cancro batterico del ciliegio dolce, causato da diverse specie di Pseudomonas syringae, minaccia produttività e longevità dei ceraseti. L’articolo analizza cause, sintomi, diffusione, diagnosi e strategie integrate di prevenzione e controllo sostenibile nei frutteti.

In evidenza

Struttura della comunità e comportamento degli impollinatori nel ceraseto

Gestione

08 ott 2026

Nel Gansu orientale, in Cina, uno studio sul ciliegio dolce confronta Apis mellifera e Apis cerana: abbondanza, tempi di visita, distribuzione del polline e attività giornaliera mostrano ruoli complementari nel servizio di impollinazione e nella resilienza del ceraseto.

Clima estremo minaccia le ciliegie italiane, crollano i raccolti e salgono i prezzi

Produzione

08 ott 2026

La crisi climatica mette sotto pressione le ciliegie italiane: in Puglia calano produzioni e rese, mentre i prezzi restano elevati. Tra gelate, piogge e costi crescenti, la filiera affronta una volatilità che pesa su produttori, consumatori e mercato nazionale interno.

Tag Popolari