ENEA individua varietà di ciliegie più resistenti a insetti ‘nemici’

28 mag 2026
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Il futuro della difesa delle ciliegie potrebbe passare anche dalla scelta varietale. Una ricerca condotta da ENEA, diffusa in occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità del 22 maggio, ha messo in evidenza come alcune cultivar siano naturalmente meno esposte agli attacchi del moscerino asiatico, Drosophila suzukii, uno dei parassiti più temuti dalla cerasicoltura.

Polpa compatta e clima secco: due alleati contro Drosophila suzukii

Secondo lo studio, il clima asciutto contribuisce a rendere più consistente la polpa di alcune varietà di ciliegie. Questa caratteristica, unita all’aumento del grado zuccherino, può rafforzare la capacità del frutto di resistere agli attacchi del moscerino asiatico.

Il tema è particolarmente rilevante per aree produttive come la Sabina laziale, dove l’arrivo dell’insetto dalla Cina ha provocato danni molto pesanti, con perdite che in alcuni casi hanno superato il 50% della produzione.

Il lavoro è stato realizzato dai ricercatori del laboratorio ENEA Agricoltura 4.0, che hanno sviluppato un sistema di screening in condizioni controllate. Per valutare la risposta delle diverse varietà, il team ha utilizzato un allevamento artificiale del moscerino, osservando il comportamento dell’insetto sui frutti.

Da queste prove è nata una scala di suscettibilità, costruita sulla base di più parametri: percentuale di frutti colpiti, numero di punture e sviluppo di larve e pupe.

Come spiega Sergio Musmeci, entomologo del Laboratorio ENEA Agricoltura 4.0, l’analisi congiunta di fattori biochimici, olfattivi, visivi e tattili ha permesso di capire quali elementi rendano una varietà più vulnerabile o più resistente. Le cultivar con polpa più consistente hanno mostrato, in generale, meno punture e una minore sopravvivenza delle larve, con un livello di danno più contenuto.

Il peso dell’annata: 2024 secco, 2025 più critico

La ricerca ha confermato anche il ruolo decisivo dell’andamento stagionale. Nelle annate più secche e meno piovose, come il 2024, le ciliegie tendono ad accumulare più zuccheri e ad avere una polpa più compatta. Questi due fattori, insieme, possono migliorare la resistenza del frutto.

L’elevata dolcezza, in alcune varietà, può aumentare il numero di punture. Tuttavia, lo stesso contenuto zuccherino sembra ostacolare fortemente lo sviluppo successivo delle larve, soprattutto quando il frutto presenta una polpa molto soda.

Musmeci sottolinea che il clima agisce su due fronti: da un lato può ridurre direttamente le popolazioni di insetti, ad esempio attraverso la disidratazione in condizioni più aride; dall’altro modifica indirettamente il grado di resistenza delle varietà. Questo aiuta a spiegare la differenza tra il 2024, caratterizzato da bassi livelli di danno in campo, e il 2025, più umido e piovoso, con infestazioni elevate e frutti più vulnerabili.

Verso un sistema integrato per la cerasicoltura

La scala di suscettibilità delle cultivar potrà diventare uno strumento utile per costruire un sistema integrato di monitoraggio nella Sabina e nelle altre aree italiane vocate alla coltivazione del ciliegio.

L’obiettivo è collegare tre livelli di informazione: andamento climatico, dinamiche delle popolazioni di Drosophila suzukii e caratteristiche delle varietà coltivate. In questo modo gli operatori avranno a disposizione indicazioni più precise per gestire il frutteto e, al momento del rinnovo degli impianti, potranno orientarsi verso scelte varietali più consapevoli.

Un percorso iniziato con il progetto SIMODROFILA

A differenza del comune moscerino della frutta, Drosophila melanogaster, il moscerino asiatico è in grado di colpire frutti sani, non ancora compromessi da marciumi. Dopo le richieste dei produttori della Sabina, nel 2016 è nato un gruppo di lavoro coordinato da ARSIAL, l’Agenzia Regionale per l’Innovazione e lo Sviluppo dell’Agricoltura del Lazio.

Da questa collaborazione ha preso forma il progetto SIMODROFILA, finanziato dalla Regione Lazio, con il contributo scientifico di ENEA e CREA. Il progetto ha fornito agli agricoltori soluzioni a basso impatto per contenere la diffusione del parassita, ridurre l’uso di pesticidi, limitare le perdite economiche e aumentare salubrità e valore aggiunto del prodotto.

Conclusione

La ricerca ENEA apre una prospettiva concreta per la cerasicoltura: integrare conoscenze varietali, dati climatici e monitoraggio degli insetti per costruire strategie di difesa più efficaci e sostenibili. In un contesto in cui il clima incide sempre di più sulla pressione dei parassiti, scegliere la varietà giusta potrebbe diventare una leva decisiva per proteggere qualità, rese e redditività delle ciliegie italiane.

Fonte: www.media.enea.it

Fonte immagine: Stefano Lugli


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