Plasticità funzionale e crescita in ciliegio dolce e farnia: il ruolo chiave delle condizioni del sito nell’adattamento climatico

04 giu 2026
619

La capacità delle specie arboree forestali di adattarsi ai cambiamenti climatici dipende dall’interazione tra plasticità fenotipica, variabilità genetica e condizioni ambientali locali. Un recente studio ha analizzato questi meccanismi in due importanti specie di latifoglie europee, il ciliegio dolce (Prunus avium) e la farnia (Quercus robur), evidenziando come le performance di crescita siano determinate soprattutto dalle caratteristiche del sito, mentre i tratti funzionali mostrino una plasticità significativa ma relativamente contenuta.

Lo studio si basa su prove di provenienza distribuite lungo un gradiente climatico di circa 2 °C tra Austria e Croazia, con l’obiettivo di comprendere quanto tratti come area fogliare specifica (SLA) e fenologia contribuiscano alla crescita e alla resilienza climatica delle due specie.

I risultati mostrano che la crescita degli alberi è fortemente influenzata dalle condizioni ambientali locali, come clima, disponibilità idrica e caratteristiche del suolo. Nei modelli statistici applicati, l’effetto “sito” ha spiegato oltre un terzo della variabilità osservata, confermando che fattori ecologici e pedologici incidono più delle differenze genetiche tra provenienze. In entrambe le specie, l’area fogliare specifica è emersa come il tratto funzionale più strettamente associato alla crescita.

Nel ciliegio dolce, valori elevati di SLA, indicativi di foglie più sottili e con maggiore superficie fotosintetica, favorivano l’accrescimento soprattutto negli individui a germogliamento precoce. I ricercatori interpretano questo risultato come una strategia tipica delle specie pioniere: anticipare l'emissione delle foglie consente di sfruttare più a lungo la radiazione luminosa primaverile, compensando almeno in parte gli effetti negativi dello stress idrico estivo. Nella farnia, invece, un aumento dell’SLA era associato a minori tassi di crescita, probabilmente a causa di maggiori perdite idriche per traspirazione in condizioni relativamente secche.

Risposta fenologica

Lo studio ha inoltre evidenziato differenze marcate tra le due specie nella risposta fenologica al clima. Il ciliegio dolce ha mostrato una forte sensibilità alle condizioni primaverili: temperature e umidità del suolo elevate anticipavano significativamente il germogliamento. In particolare, un incremento di 1 °C della temperatura del suolo determinava un anticipo della ripresa vegetativa di circa 13 giorni.

Questa elevata plasticità fenologica riflette l’ecologia di una specie pioniera e relativamente longeva nel medio termine, per la quale cogliere rapidamente finestre favorevoli di crescita rappresenta un vantaggio competitivo. La farnia, al contrario, ha mostrato una risposta molto più debole alle variazioni climatiche, con un controllo genetico della fenologia più stretto. Gli effetti di provenienza e persino della pianta madre spiegavano infatti una quota rilevante della variabilità osservata, suggerendo una maggiore strutturazione genetica dei caratteri fenologici.

Per quanto riguarda l’SLA, la plasticità climatica è risultata significativa ma limitata. Nel ciliegio, un maggiore contenuto idrico del suolo aumentava i valori di SLA, mentre nella farnia temperature più elevate portavano a foglie più spesse e meno espanse. Tuttavia, questi effetti spiegavano solo una piccola parte della variabilità complessiva, mentre oltre il 70% delle differenze osservate rimaneva attribuibile a variabilità individuale non direttamente riconducibile né al clima né alla genetica di provenienza. Infatti, all’interno delle popolazioni forestali esiste un’elevata eterogeneità degli individui che potrebbe costituire una riserva adattativa fondamentale in un contesto di rapido cambiamento climatico.

Adattamento futuro

Lo studio conclude che la combinazione tra plasticità fenotipica e ampia variabilità individuale offre a ciliegio dolce e farnia un potenziale concreto di acclimatazione e adattamento futuro. In un contesto climatico instabile, la capacità di risposta dei singoli individui potrebbe infatti rivelarsi determinante quanto, o persino più, dell’origine geografica del materiale forestale.

Fonte: Di Fabio, A., Aspalter, S., Chakraborty, D., van Loo, M., Rolke, L. M., Schüler, S., Thiel, R., Veit, C., & Kreyling, J. (2026). Growth Performance Is Driven by Site Conditions and Moderated by Functional Trait Plasticity in Quercus robur and Prunus avium. Ecology and Evolution, 16(2), e72978. https://doi.org/10.1002/ece3.72978 

Fonte immagine: Di Fabio et al 2026

Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

Catania, una nuova promettente varietà di ciliegio

Varietà

01 ago 2023

Quando hai una forte passione per il tuo lavoro a volte è sufficiente un piccolo sforzo per ottenere grandi risultati. Cherry Times è lieta di pubblicare l'intervista di Stefano Lugli a Luis Lasarte, il papà di Catania.

Ciliegie di Calatayud (Spagna): la DPZ rafforza il percorso verso l’IGP

Tipicità

17 giu 2025

La ciliegia di Calatayud e Aranda ottiene il supporto tecnico della Diputación de Zaragoza per il riconoscimento IGP. Un passo decisivo in un percorso avviato nel 2018, con l’appoggio di istituzioni locali, produttori e Governo aragonese per valorizzare un frutto d’eccellenza.

In evidenza

L'inizio della dormienza e la qualità della dormienza sono variabili strategiche per prevedere il potenziale produttivo di un ceraseto

Gestione

22 ott 2026

La produzione di ciliegie si prepara in autunno: irrigazione, riserve e dormienza influenzano fertilità delle gemme e risposte al freddo. I dati del frutteto aiutano a stimare il carico e pianificare la potatura invernale, guidando le scelte agronomiche per la stagione.

Un modello integrato per misurare la qualità delle ciliegie dopo hydrocooling

Post-raccolta​

22 ott 2026

Studio ucraino valuta hydrocooling su tre cultivar di ciliegio dolce e una di amarena: acqua a 1 °C con acidi organici, fino a 2 °C al nocciolo. Il trattamento ha preservato gli indicatori positivi e ridotto l’impatto negativo fino al 49,73%, con differenze tra cultivar.

Tag Popolari