Il primo ciliegio sempreverde: innovazione contro il cambiamento climatico

07 gen 2026
1967

Un team di ricercatori in Aragona ha sviluppato un ciliegio capace di crescere tutto l’anno, senza fermarsi in inverno. Una scoperta che potrebbe rivoluzionare il futuro delle coltivazioni in un mondo sempre più caldo.

Un ciliegio che sfida le stagioni

Niente riposo invernale, foglie verdi anche nei mesi più freddi e crescita continua: è il ritratto del primo ciliegio sempreverde mai ottenuto nella specie.

A presentarlo sono stati Ana Wünsch, del dipartimento di Scienza Vegetale del Centro di Ricerca e Tecnologia Agroalimentare di Aragona (CITA), e Afif Hedhly, ricercatore della Fondazione ARAID presso la Stazione Sperimentale Aula Dei (EEAD-CSIC).

Questo materiale vegetale è assolutamente unico e rappresenta un traguardo importante per l’innovazione agronomica. Il suo potenziale? Consentire agli scienziati di esplorare i meccanismi che regolano la crescita stagionale degli alberi da frutto e la loro capacità di adattamento ai nuovi scenari climatici.

In altre parole, un tassello fondamentale per garantire la sostenibilità della frutticoltura nel futuro.

Risposta concreta a un clima che cambia

Come molti altri fruttiferi a nocciolo, il ciliegio ha bisogno di accumulare un certo numero di ore di freddo durante l’inverno per fiorire correttamente in primavera e fruttificare d’estate.

Ma con l’aumento delle temperature invernali, questa esigenza naturale diventa un ostacolo: si riducono le rese e si moltiplicano le incognite per i produttori.

Proprio per questo, la comunità scientifica sta cercando di decifrare i meccanismi genetici e molecolari che regolano la dormienza e la fioritura, con l’obiettivo di creare varietà capaci di adattarsi a climi più miti, ampliando così le aree di coltivazione possibili.

Una scoperta frutto di anni di ricerca

Il nuovo ciliegio sempreverde non è frutto di modifiche genetiche, ma il risultato di un lungo lavoro di miglioramento varietale condotto con metodi tradizionali dalla squadra guidata da Ana Wünsch al CITA.

Un progetto che ha coinvolto personale di laboratorio e di campo, in stretta collaborazione con l’EEAD-CSIC e la Fondazione ARAID.

Attualmente, la dottoranda Nerea Martínez-Romera sta approfondendo la caratterizzazione fisiologica e molecolare della pianta nell’ambito della sua tesi di dottorato, parte integrante del progetto CHERRY_BREED, finanziato dall’Agenzia Statale di Ricerca.

I primi risultati di questa straordinaria scoperta sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Frontiers in Plant Science (doi: 10.3389/fpls.2025.1677862).

Uno sguardo oltre l’orizzonte

Il ciliegio sempreverde apre nuove possibilità per la coltivazione in zone tradizionalmente poco adatte alla produzione frutticola.

Potrebbe diventare una risorsa preziosa per affrontare la scarsità di freddo invernale e garantire una produzione stabile anche in condizioni climatiche avverse.

Un passo in avanti verso una frutticoltura resiliente, capace di adattarsi senza rinunciare alla qualità.

Fonte testo e immagine: cita-aragon.es


Cherry Times - Tutti i diritti riservati

Potrebbe interessarti anche

Ecco come il portinnesto CAB 6P influenza lo sviluppo e la crescita delle amarene

Portinnesti

04 set 2023

Gli alberi innestati sul portainnesto Maxma 14 presentano una minore vigoria che si traduce anche in minore produttività e peso dei frutti. Al contrario, gli alberi innestati su portinnesto CAB 6P hanno mostrato maggiore vigore, con maggiore resa e peso dei frutti.

Biosicurezza più intelligente: dalla ricerca all’impatto concreto nel mondo reale

Post-raccolta​

23 dic 2025

CSIRO ha sviluppato un sistema automatizzato e non distruttivo per il rilevamento dei parassiti nelle ciliegie, pronto per l’impiego nei packhouse australiani. La tecnologia permette controlli in tempo reale, migliora la conformità all’export e rafforza la biosicurezza filiera.

In evidenza

Resilienza del ciliegio agli stress abiotici: il ruolo delle proteine HSP

Breeding

21 ago 2026

Uno studio genomico identifica 17 geni HSP70 e HSP90 nel ciliegio dolce e chiarisce come rispondono a caldo e salinità. I risultati evidenziano geni chiave, tra cui PavHSP90-5, utili per selezionare cultivar più resilienti agli stress climatici e ambientali più intensi.

L'equilibrio azoto/fosforo è deteminante per una buona conservazione delle ciliegie

Post-raccolta​

21 ago 2026

Uno studio nel sud del Cile mostra come la nutrizione minerale, in particolare il rapporto tra azoto e fosforo, possa influire sull’imbrunimento interno delle ciliegie Regina, sulla qualità post-raccolta e sulla capacità dei frutti di resistere alla lunga conservazione.

Tag Popolari