Il primo ciliegio sempreverde: innovazione contro il cambiamento climatico

07 gen 2026
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Un team di ricercatori in Aragona ha sviluppato un ciliegio capace di crescere tutto l’anno, senza fermarsi in inverno. Una scoperta che potrebbe rivoluzionare il futuro delle coltivazioni in un mondo sempre più caldo.

Un ciliegio che sfida le stagioni

Niente riposo invernale, foglie verdi anche nei mesi più freddi e crescita continua: è il ritratto del primo ciliegio sempreverde mai ottenuto nella specie.

A presentarlo sono stati Ana Wünsch, del dipartimento di Scienza Vegetale del Centro di Ricerca e Tecnologia Agroalimentare di Aragona (CITA), e Afif Hedhly, ricercatore della Fondazione ARAID presso la Stazione Sperimentale Aula Dei (EEAD-CSIC).

Questo materiale vegetale è assolutamente unico e rappresenta un traguardo importante per l’innovazione agronomica. Il suo potenziale? Consentire agli scienziati di esplorare i meccanismi che regolano la crescita stagionale degli alberi da frutto e la loro capacità di adattamento ai nuovi scenari climatici.

In altre parole, un tassello fondamentale per garantire la sostenibilità della frutticoltura nel futuro.

Risposta concreta a un clima che cambia

Come molti altri fruttiferi a nocciolo, il ciliegio ha bisogno di accumulare un certo numero di ore di freddo durante l’inverno per fiorire correttamente in primavera e fruttificare d’estate.

Ma con l’aumento delle temperature invernali, questa esigenza naturale diventa un ostacolo: si riducono le rese e si moltiplicano le incognite per i produttori.

Proprio per questo, la comunità scientifica sta cercando di decifrare i meccanismi genetici e molecolari che regolano la dormienza e la fioritura, con l’obiettivo di creare varietà capaci di adattarsi a climi più miti, ampliando così le aree di coltivazione possibili.

Una scoperta frutto di anni di ricerca

Il nuovo ciliegio sempreverde non è frutto di modifiche genetiche, ma il risultato di un lungo lavoro di miglioramento varietale condotto con metodi tradizionali dalla squadra guidata da Ana Wünsch al CITA.

Un progetto che ha coinvolto personale di laboratorio e di campo, in stretta collaborazione con l’EEAD-CSIC e la Fondazione ARAID.

Attualmente, la dottoranda Nerea Martínez-Romera sta approfondendo la caratterizzazione fisiologica e molecolare della pianta nell’ambito della sua tesi di dottorato, parte integrante del progetto CHERRY_BREED, finanziato dall’Agenzia Statale di Ricerca.

I primi risultati di questa straordinaria scoperta sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Frontiers in Plant Science (doi: 10.3389/fpls.2025.1677862).

Uno sguardo oltre l’orizzonte

Il ciliegio sempreverde apre nuove possibilità per la coltivazione in zone tradizionalmente poco adatte alla produzione frutticola.

Potrebbe diventare una risorsa preziosa per affrontare la scarsità di freddo invernale e garantire una produzione stabile anche in condizioni climatiche avverse.

Un passo in avanti verso una frutticoltura resiliente, capace di adattarsi senza rinunciare alla qualità.

Fonte testo e immagine: cita-aragon.es


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