I volumi delle ciliegie turche sono destinati a riprendersi

15 mag 2026
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Dopo una campagna segnata dal gelo, la Turchia guarda alla nuova stagione delle ciliegie con aspettative decisamente più solide. Le condizioni invernali favorevoli hanno garantito agli alberi un adeguato fabbisogno di freddo, mentre la primavera, finora priva di gelate significative, ha restituito fiducia a produttori ed esportatori.

Una primavera regolare riporta fiducia alla filiera

Per Karim Taner, dell’esportatore turco Perla Fruit, il quadro è incoraggiante: la primavera è stata “regolare”, senza particolari criticità legate al gelo. Secondo Taner, le premesse indicano una stagione positiva, con ciliegie di qualità elevata e volumi soddisfacenti in tutte le principali aree produttive del Paese.

Sulla stessa linea anche Ceyda Gündüz, general manager di Lotus Fruit, nuova azienda e brand turco che prosegue l’eredità di Alya Fruits. Gündüz sottolinea come le condizioni meteo abbiano seguito lo scenario auspicato: la fioritura si è sviluppata nel momento desiderato, l’impollinazione è stata buona e la maggior parte dei fiori è rimasta sugli alberi. Un segnale che lascia prevedere una disponibilità importante di prodotto.

Gli alberi recuperano dopo il raccolto ridotto

Secondo Gündüz, il danno da gelo della scorsa stagione potrebbe aver avuto un effetto indiretto sulla campagna attuale. La scarsità di frutti nel 2025 avrebbe infatti permesso agli alberi di riposare, favorendo quest’anno una piena capacità produttiva. In altre parole, il basso rendimento della passata annata potrebbe essere una delle ragioni alla base dei volumi più elevati attesi per questa stagione.

Clima instabile, ma la geografia turca resta un vantaggio

La crescente variabilità climatica resta una sfida per i produttori. Taner evidenzia come gli andamenti meteo irregolari influenzino sempre più le tendenze produttive. Tuttavia, la Turchia può contare su un elemento strategico: un’ampia distribuzione geografica delle aree cerasicole, che permette di servire il mercato per un periodo di circa otto-dieci settimane.

Questa diversificazione territoriale rappresenta uno dei principali punti di forza del Paese nel comparto delle ciliegie, perché consente di compensare eventuali criticità locali e di mantenere una finestra commerciale ampia.

Germania centrale, Regno Unito più complesso

Perla Fruit concentrerà la propria attenzione soprattutto sul mercato tedesco. Il Regno Unito, che negli anni 2000 era una destinazione molto importante per le ciliegie turche, ha progressivamente perso peso. Taner spiega che i tempi di viaggio più lunghi e le procedure doganali aggiuntive, in concomitanza con la produzione britannica, hanno ridotto sensibilmente la finestra utile per esportare.

Anche per Lotus Fruit il Regno Unito resta un mercato rilevante, ma la concorrenza della Spagna sta crescendo. A questo si sommano i costi logistici in aumento, che rendono più difficile mantenere competitività su questa destinazione.

Costi e nuovi mercati: la sfida dell’export

L’aumento dei prezzi del petrolio pesa su diversi fronti: imballaggi, trasporti, fertilizzanti ed energia elettrica. Per gli esportatori turchi, la priorità sarà quindi contenere i costi e, allo stesso tempo, garantire l’accesso ai finanziamenti necessari per sostenere la campagna.

In questo scenario, cresce l’interesse verso mercati alternativi capaci di offrire migliori ritorni o costi di trasporto più contenuti. L’Europa resta storicamente il principale sbocco per le ciliegie turche, ma negli ultimi anni sono stati fatti passi avanti in East Asia.

Lotus Fruit guarda in particolare a East Asia e Middle East. Gündüz cita Hong Kong, Malaysia e Singapore come aree dal potenziale significativo. Un ruolo decisivo, secondo l’azienda, è svolto da Turkish Airlines, che assicura collegamenti regolari verso queste destinazioni. Lotus Fruit si considera il maggiore esportatore turco verso questi mercati e punta a investirvi ulteriormente.

La stagione delle ciliegie turche si apre dunque con un mix di ottimismo produttivo e cautela commerciale. La qualità e i volumi sembrano destinati a recuperare con forza dopo il gelo dell’anno scorso, ma la partita dell’export si giocherà sulla capacità di controllare i costi, difendere la competitività in Europa e consolidare nuove rotte verso Asia e Medio Oriente.

Fonte: www.fruitnet.com

Fonte immagine: Stefano Lugli


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