La gestione dell’impollinazione nel ciliegio dolce è uno dei nodi centrali per garantire stabilità produttiva e rese economicamente sostenibili.
Essendo una coltura fortemente dipendente dall’impollinazione entomofila, dalla quale deriva oltre l’80% della produzione, qualsiasi fattore che limiti il trasferimento di polline compatibile si traduce rapidamente in riduzioni dell’allegagione con conseguenti diminuzioni di resa.
Un recente studio ha analizzato questi meccanismi, spostando l’attenzione da una visione focalizzata quasi esclusivamente sulla gestione degli impollinatori verso un approccio più integrato, in cui la biologia fiorale della pianta assume un ruolo altrettanto determinante.
Fonte: Stefano Lugli
Sincronizzazione della fioritura
In particolare, lo studio analizza come la sincronizzazione della fioritura e la compatibilità genetica tra cultivar siano fattori chiave, spesso trascurati nella progettazione dei ceraseti, ma in grado di condizionare profondamente il successo dell’impollinazione e la produzione finale.
Attraverso una combinazione di prove in campo e in condizioni controllate, condotte in una delle principali aree cerasicole del Portogallo, i ricercatori evidenziano che i periodi di piena fioritura delle diverse cultivar mostrano un’elevata variabilità e che la loro sovrapposizione reale può diHerire in modo significativo rispetto a quanto riportato in letteratura.
Questo aspetto è particolarmente importante, poiché mostra che le indicazioni generali fornite da cataloghi varietali o studi condotti in altri contesti pedoclimatici non sono sempre trasferibili su scala locale.
Figura 1. (a) Stadi fenologici dei fiori delle strutture floreali del ciliegio dolce: primo fiore bianco (stadio A), gemma bianca (stadio B), bocciolo chiuso (stadio C), bocciolo aperto (stadio D), fiore aperto (stadio E). Gli stadi D ed E rappresentano gli stadi riproduttivi in cui i fiori sono ricettivi al polline. Lo stadio F rappresenta l'appassimento della corolla. (b) Rappresentazione grafica della percentuale di fiori ricettivi per cultivar nel tempo, indicando gli intervalli utilizzati nell'esempio presentato in (c). (c) Esempio di come è stata calcolata la proporzione di sovrapposizione della piena fioritura tra cultivar riceventi e donatrici (ad esempio, cultivar A–B). Fonte: Choi et al., 2026
Compatibilità varietale
La fenologia fiorale emerge quindi come una variabile dinamica, influenzata da condizioni ambientali specifiche, che deve essere verificata direttamente nei contesti produttivi di interesse.
Nello studio viene analizzata anche la compatibilità varietale, valutata non solo sulla base della composizione degli alleli S, ma anche attraverso l’osservazione diretta della crescita dei tubi pollinici.
Questo approccio consente di superare i limiti legati all’utilizzo esclusivo dell’allegagione come indicatore di successo riproduttivo, parametro che nel ciliegio è notoriamente basso e fortemente influenzato da fattori post-impollinazione.
I risultati mostrano che gli incroci tra cultivar completamente compatibili e quelli semi-compatibili, che condividono un solo allele S, portano a livelli comparabili di crescita dei tubi pollinici e di allegagione, suggerendo che anche queste ultime combinazioni possono essere eHicaci dal punto di vista produttivo.
Limitazioni e indice di idoneità
Ciò amplia il numero di accoppiamenti varietali potenzialmente utilizzabili nella progettazione dei ceraseti.
Lo studio mette in evidenza una marcata limitazione pollinica in tutte le cultivar analizzate, con livelli di impollinazione naturale spesso insuHicienti a garantire una fertilizzazione ottimale degli ovuli.
Questo aspetto evidenzia come la semplice presenza di impollinatori non sia sempre sinonimo di impollinazione eHicace, soprattutto in impianti in cui la disponibilità di polline compatibile è ridotta da una scelta varietale non ottimale o da una scarsa sovrapposizione fenologica.
Integrando i dati di compatibilità e di sovrapposizione della fioritura, i ricercatori propongono un indice di idoneità varietale che consente di valutare quantitativamente l’eHicacia delle diverse combinazioni di cultivar come donatrici e riceventi di polline.
Un nuovo approccio gestionale
In conclusione, lo studio suggerisce un cambio di paradigma gestionale per l’ottimizzazione dell’impollinazione nel ciliegio dolce.
Fenologia fiorale e compatibilità varietale devono essere considerate elementi centrali nella progettazione e nella gestione dei ceraseti, al pari della gestione degli impollinatori.
L’adozione di questo approccio integrato rappresenta una leva strategica per ridurre i gap produttivi, aumentare l’eHicienza degli impianti e rendere la cerasicoltura più resiliente alle variabilità ambientali e climatiche.
Fonte: Siopa, C., Loureiro, J., Gaspar, H., Lopes, S., & Castro, S. (2026). Flowering synchrony and cultivar compatibility as key factors for optimising sweet cherry pollination and production. Annals of Applied Biology, 188(1), 229-245. https://doi.org/10.1111/aab.70044
Fonte immagine apertura: Stefano Lugli
Andrea Giovannini
Dottore di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie, Ambientali e Alimentari - Arboricoltura Generale e Coltivazioni Arboree, Università di Bologna, IT
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